Il motore di ricerca delle riviste Pacini Giuridica.
Visita il Portale

Legge Gelli-Bianco e presunzione di necessarietà della consulenza collegiale: tra tempus e litispendenza

Francesco Capasso Fascicolo 2/2026

ABSTRACT: Partendo da una recente sentenza della Corte di cassazione riguardante l’articolo 15 della legge n. 24 del 2017, che prevede che la consulenza tecnica in tema di responsabilità sanitaria debba essere affidata a un collegio di esperti, l’articolo esamina l’applicazione dei principi di diritto intertemporale in materia di istruzione probatoria. In primo luogo, lo studio passa in rassegna i punti di forza e di debolezza delle principali teorie in materia, attingendo alla disciplina dettata per il processo penale per determinare quando la prova si considera perfezionata come fattispecie giuridica e per individuare soluzioni in linea con le disposizioni del Codice di pro-cedura civile. Una volta stabilito tale quadro di riferimento, l’articolo si avvale delle riflessioni dottrinali relative alla “prova prestata” e all’autonomia dei procedimenti di istruzione preventiva. L’Autore attribuisce così un peso decisivo alla litispen-denza come elemento formale di discrimine, in grado di separare gli effetti soggetti a regimi giuridici diversi succedutisi nel tempo nell’ambito degli effetti di un atto situato a metà strada tra più procedimenti. Su questa base si giustifica la conclusione della sentenza in esame: la necessità di nominare un collegio di esperti è legata a una presunzione di complessità stabilita dal Legislatore. Di conseguenza, una sentenza fondata su un elaborato peritale che non soddisfi i requisiti previsti dalla normativa vigente al momento della sua acquisizione nel processo di destinazione è nulla, in quanto la consulenza non è idonea a raggiungere il suo scopo.

ABSTRACT: Starting from a recent ruling of the Court of Cassation on regarding Article 15 of Law No. 24 of 2017, which provides that technical advice on medical malpractice must be entrusted to a panel of experts, the paper examines the application of intertemporal law principles in procedural matters relating to the taking of evidence. Firstly, the study reviews the strengths and weaknesses of the primary theories on this topic, using the rules governing criminal proceedings to determine when evidence is finalised as a legal concept and to find solutions that align with the provisions of the Code of Civil Procedure. Having established this framework, the paper draws on scholarly insights concerning “borrowed evidence” and the autonomy of preliminary investigation proceedings. The Author thus attributes decisive weight to lis pendens as a formal distinguishing factor, capable of separating the effects subject to different legal regimes that have succeeded one another over time within the scope of the effects of an act situated midway between multiple proceedigs. Based on this, the conclusion of the judgment under discussion is justified: the need to appoint a panel of expert witnesses is linked to a presumption of complexity established by the Lawmaker. Consequently, any judgement based on an expert re-port that does not meet the requirements provided by the law in force at the time it was acquired in the receiving proceedings is null and void, as the expert report is unsuitable for achieving its purpose.

Leggi l’articolo