I limiti di sindacabilità delle sentenze del CNF e della CCEPS nel ricorso per Cassazione
Abstract: Il contributo analizza i limiti del sindacato giurisdizionale della Corte di Cassazione sulle decisioni del Consiglio nazionale forense e della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, quali organi di giurisdizione speciale costituiti prima dell’entrata in vigore della Costituzione. Muovendo dalla ricostruzione della competenza giurisdizionale del Consiglio nazionale forense così come delineata dal r.d.l. n. 1578 del 1933 fino alla legge n. 247 del 2012, l’indagine verifica la compatibilità dell’attuale regime giuridico di tali organi di giurisdizione speciale con il divieto di istituire nuovi giudici speciali di cui all’art. 102, comma 2, Cost. Particolare attenzione è dedicata al carattere devolutivo del sindacato del Consiglio nazionale forense, che si atteggia come un riesame pieno della res in iudicium deducta, e alle conseguenze che ne derivano sul piano dell’impugnabilità delle sue decisioni. L’analisi si concentra quindi sui presupposti e sui limiti del ricorso per Cassazione, esaminando la deducibilità dell’eccesso di potere ai sensi dell’art. 36, comma 6, l. n. 247/2012 e l’estensione dei motivi di ricorso di cui all’art. 360, comma 1, c.p.c., anche alla luce dell’evoluzione iurisprudenziale in tema di sindacato giurisdizionale sulla motivazione. Il lavoro esamina infine la ricorribilità per Cassazione delle sentenze della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, evidenziandone la controversa natura e le ricadute sistematiche sull’esercizio della funzione nomofilattica della Suprema Corte. L’indagine evidenzia infine le criticità derivanti dall’ampliamento del sindacato giurisdizionale di legittimità e solleva dei dubbi sulla compatibilità costituzionale dell’attuale regime giuridico applicabile alle giurisdizioni speciali disciplinari.
Abstract: This article analyses the scope and limits of the judicial review exercised by the Corte di Cassazione (Italian Supreme Court of Cassation) over decisions rendered by the Consiglio Nazionale Forense (Italian National Bar Council, hereinafter CNF) and the Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (Central Commission for Health Professions, hereinafter CCEPS), both operating as special jurisdictions established prior to the entry into force of the Italian Constitution. By reconstructing the jurisdictional competence of the CNF from Royal Decree- Law no. 1578 of 1933 to Law no. 247 of 2012, the article assesses the compatibility of the current legal framework governing these bodies with the constitutional prohibition on the establishment of new special courts under Article 102(2) of the Constitution. Particular attention is devoted to the devolutive nature of the review exercised by the CNF, which entails a full re-examination of the res in iudicium deducta, and to the implications this feature has for the appealability of its decisions. The analysis then focuses on the conditions and limits of recourse before the Court of Cassation, examining the admissibility of claims of excess of power under Article 36(6) of Law no. 247/2012 and the scope of the grounds of appeal provided for in Article 360(1) of the Code of Civil Procedure, also in light of the evolving case law on judicial review of reasoning. The article further addresses the appealability before the Court of Cassation of decisions issued by the CCEPS, highlighting the controversial nature of its jurisdictional status and the systemic implications for the exercise of the Supreme Court’s nomofilactic function. The study ultimately identifies the critical issues arising from the expansion of judicial review at the level of legality and raises doubts as to the constitutional compatibility of the current legal regime applicable to special disciplinary jurisdictions.